IN QUESTA RECENSIONE
L'anarchia della ribellione permanente. Gianni Celati e Lino Gabellone traduttori di Céline
Quodlibet, Macerata, 2025
Giacomo Micheletti
Traduzione
Quando la traduzione passa dall'orecchio
diCecilia Monina
Nell’evocare il periodo in cui, da giovane, aveva letto Louis-Ferdinand Céline per la prima volta senza conoscere l’argot, Gianni Celati isola due episodi centrali e di passaggio. Un primo momento coincide con quando, ancora lontano dall’idea di tradurre i suoi libri, iniziò ad appassionarsi ai vecchi modi di cantare tipici dei faubourgs e alle chansons réalistes di Aristide Bruant e di Fréhel: fu allora che gli sembrò di scorgere una somiglianza tra il “fraseggio aggressivo” dello scrittore francese e la durezza di quei canti che affondavano le proprie radici nelle periferie parigine. Un secondo passo, ben più determinante, fu invece rappresentato dall’ascolto di una traccia in cui era Céline stesso a intonare due canzoni, da lui scritte e messe in musica, anch’esse costruite sul modello delle canzoni dei sob
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