Politica
Il signor Palestina allo specchio
Intervista a Yasser Arafat
diMaurizio Matteuzzi
TUNISI. Nel bunker ricavato da una villa alla periferia di Tunisi, il calore è soffocante. Abu Amar, nome di battaglia di Yasser Arafat — è lui che aspettiamo — sembra non ami l’aria condizionata. Verso l’una e mezzo del mattino il presidente dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina arriva. Queste sono le sue ore. Di notte, ci dicono, sono i momenti migliori per parlare con lui perché, dopo le quotidiane diciotto ore di lavoro, più due ore di sonno verso l’alba e altre due nel pomeriggio avanzato (è così da vent’anni), è più disteso e loquace. Quando entra nella vasta sala del bunker è sorridente e alla mano: divisa verde oliva, berretto militare — che alterna alla kefiah palestinese e, nei paesi freddi, al colbacco — cinturone e pistola al fianco. Le presentazioni le fa padre Ibrahim Ayyad, un prete cattolico di quasi
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