IN QUESTA RECENSIONE
*Azzurro tenebra*
Einaudi,
Giovanni Arpino
*Cuore di cuoio*
Coconino Press,
Giovanni Arpino e Cosimo Argentina
*Litania di un arbitro*
Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, e Thomas Brussig
*Sopra la panca. Prima e dopo Mourinho. Perché senza allenatori il calcio non sarebbe lo stesso*
Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, Thomas Brussig, e Beppe Di Corrado
*Il tackle nel deserto. L'altro volto del mondo arabo visto attraverso un pallone*
Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, Thomas Brussig, Beppe Di Corrado, e Luigi Guelpa
*Donne, vodka e gulag. Eduard Streltsov, il campione*
Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, Thomas Brussig, Beppe Di Corrado, Luigi Guelpa, e Marco Iaria
*Quando gli yuppies tifavano Platini. I rampanti anni ottanta*
Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, Thomas Brussig, Beppe Di Corrado, Luigi Guelpa, Marco Iaria, Marco Innocenti, e Carlotta Scozzari
*Lo zen del pallone*
Tracce,
Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, Thomas Brussig, Beppe Di Corrado, Luigi Guelpa, Marco Iaria, Marco Innocenti, Carlotta Scozzari, e Jallinho
*Molto più di un gioco. Il calcio contro l'apartheid*
Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, Thomas Brussig, Beppe Di Corrado, Luigi Guelpa, Marco Iaria, Marco Innocenti, Carlotta Scozzari, Jallinho , Chuck Korr, e Marvin Close
*Ogni maledetta domenica. Otto storie di calcio*
Alessandro Leogrande, Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, Thomas Brussig, Beppe Di Corrado, Luigi Guelpa, Marco Iaria, Marco Innocenti, Carlotta Scozzari, Jallinho , Chuck Korr, e Marvin Close
*Sivori, un vizio*
Pequod,
Massimo Raffaeli, Alessandro Leogrande, Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, Thomas Brussig, Beppe Di Corrado, Luigi Guelpa, Marco Iaria, Marco Innocenti, Carlotta Scozzari, Jallinho , Chuck Korr, e Marvin Close
*Vangelo dalla faccia sporca. Goal e guai di 'Valentin Angelillo*
Massimo Raffaeli, Dario Salvatori, Alessandro Leogrande, Giovanni Arpino, Cosimo Argentina, Thomas Brussig, Beppe Di Corrado, Luigi Guelpa, Marco Iaria, Marco Innocenti, Carlotta Scozzari, Jallinho , Chuck Korr, e Marvin Close
Cinema
Il calcio scritto può avere dignità letteraria Lo stadio non è una serra
diDarwin Pastorin
Sudafrica, mondiali di calcio. Un mese di passioni, speranze, delusioni, gioie, malinconie. Milioni di spettatori davanti alla tv per un rito che non è più soltanto sportivo e mediatico, ma anche sociale, una specie di psicodramma collettivo, con un coinvolgimento trasversale: l'ultra perennemente in agitazione va a braccetto con l'indifferente che "per una volta" cede al comune delirio; il docente universitario che, tra un gol impossibile e una parata prodigiosa, dimentica l'etica e la ragion pura e dà di gomito alla casalinga, non più inconsapevole, che libera l'amore da feuilleton per l'attaccante che sembra scolpito nella Grecia del V secolo. Tutti a discutere di pallone, in un immenso Bar Sport globale, dove chiunque può darsi parte di allenatore e di esperto. Dal mondiale, insomma, non si scappa. Andrea De Carlo mi raccontò che, nel 1
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