IL "TUO" INDICE
So dove sono stato, ma non da dove vengodi Luca Alvino Robin Hood di Ridley Scott,
Perché un uomo onesto diventa un fuorilegge? Cosa si cela dietro questo carnevalesco rovesciamento dei valori? E perché una tale forzatura grottesca esercita un fascino così potente nell’immaginario collettivo, sia pure nello spazio ludico e purificato della rappresentazione, della fiction? Il Robin Hood di Ridley Scott e Russell Crowe costituisce un prequel, un antefatto, la rivelazione degli eventi che hanno portato l’infallibile arciere a divenire un fuorilegge.
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Gentile Fausto Marcone, non è mia abitudine scrivere lettere ai giornali e ai giornalisti, ma in questo caso mi è venuto spontaneo farle presente il lieto stupore con cui ho letto il suo bell'articolo uscito sull'ultimo L'Indice della Scuola. E' molto raro infatti trovare saggi o solo articoli dove venga presa in considerazione la 'pandemia del rumore', come lei stesso dice. A tale proposito le volevo chiedere il titolo di qualche testo per approfondire la questione ' suono/rumore ovunque e sempre' che negli ultimi anni ha reso ancora più fastidiosi ed infelicitanti molti luoghi d'incontro collettivo quali sale d'attesa, farmacie, luoghi di cura, negozi, per non parlare di scuola o di altri luoghi deputati all'apprendimento. Sono una insegnante liceale che, anche se in pensione da qualche anno, ricorda molto bene quanto la peste acustica sia incompatibile con l'apprendimento e, più in generale, con quella minima calma percettiva necessaria ad avviarlo. Eppure siamo in pochi a temere l'invasione barbarica dei suoni, come se ci fosse ormai una oscura assuefazione endogena. Concludo rinnovandole i miei complimenti ed inviandole i miei saluti più cordiali. Alessanndra Magistrelli Nella sua lettera, gent.ma sig.ra Magistrelli, come in altri segnali, si legge chiaramente sofferenza, non solo disagio, nei confronti dell’universo sonoro contemporaneo. Seguendo la sua richiesta comincio con il segnalarle alcune posizioni e iniziative contro il rumore.
L'uomo è il messaggiodi Antonio Russo De Vivo Alessandro Baricco Nel numero di dicembre 1979 della rivista culturale «Alfabeta» uscì un articolo dal titolo Del metodo per fare male le pagine culturali la cui autrice, Maria Corti, discutendo sul come andasse fatta e non fatta la pagina di cultura, ad un certo punto diceva: "Esiste una curiosa propensione, presso vari organi di stampa, ad attribuire agli abitanti della penisola italiana, quando si presentano come massa di lettori, 'pubblico' del giornale, caratteristiche antitetiche a quelle che si è soliti attribuire al lettore singolo: il pubblico, per definizione interna a certi giornali, ha il meraviglioso attributo di non disporre di mezzi per pensare: e perciò di trovare interessanti solo quelle cose che mai interesserebbero un lettore singolo e intelligente".
L'aretè degli antichidi Loredana Gargiulo Domenico Palumbo e Biagio Verdicchio È vero che i giovani non hanno più valori?
Il terrorismo degli stupididi Antonio Russo De Vivo Carlo Maria Cipolla Carlo Maria Cipolla è stato uno dei massimi esperti di storia economica, e la sua lunga carriera di insegnante ha trovato come prestigioso punto di approdo l’Università di Berkeley in California. Resta un mistero come, da una materia così grave e ai giorni nostri così preoccupante come la storia economica, egli abbia tratto un libello arguto e sottile quale è Allegro ma non troppo. Eppure nel 1988 il libello venne fuori, e a distanza di vent’anni resta fresco e godibile. Nella prefazione del libro Cipolla cerca di definire il genere del libro, l’umorismo.
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