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L'Indice della Scuola

Un ponte tra il mondo della scuola e l'opinione pubblica, anche attraverso i libri

L'Indice della Scuola esce a marzo, giugno, ottobre, dicembre
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IL "TUO" INDICE

So dove sono stato, ma non da dove vengo

di Luca Alvino

Robin Hood di Ridley Scott,
con Russel Crowe, Cate Blanchett, William Hurt, Mark Strong, Stati Uniti/Gran Bretagna 2010


 

 

Perché un uomo onesto diventa un fuorilegge? Cosa si cela dietro questo carnevalesco rovesciamento dei valori? E perché una tale forzatura grottesca esercita un fascino così potente nell’immaginario collettivo, sia pure nello spazio ludico e purificato della rappresentazione, della fiction? Il Robin Hood di Ridley Scott e Russell Crowe costituisce un prequel, un antefatto, la rivelazione degli eventi che hanno portato l’infallibile arciere a divenire un fuorilegge.

 

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Gentile Fausto Marcone,  

non è mia abitudine scrivere lettere ai giornali e ai giornalisti, ma in questo caso mi è venuto spontaneo farle presente il lieto stupore con cui ho letto il suo bell'articolo uscito sull'ultimo  L'Indice della Scuola. E' molto raro infatti trovare saggi o solo articoli dove venga presa in considerazione  la 'pandemia del rumore', come lei stesso dice.  

A tale proposito le volevo chiedere il titolo di qualche testo per approfondire la questione ' suono/rumore ovunque e sempre' che negli ultimi anni ha reso ancora più fastidiosi ed infelicitanti molti luoghi d'incontro collettivo quali sale d'attesa, farmacie, luoghi di cura, negozi, per non parlare di scuola o di altri luoghi deputati all'apprendimento.

Sono una insegnante liceale che, anche se in pensione da qualche anno, ricorda molto bene quanto la peste acustica  sia incompatibile con l'apprendimento e, più in generale, con quella minima calma percettiva necessaria ad avviarlo. Eppure siamo in pochi a temere l'invasione barbarica dei suoni, come se ci fosse ormai una oscura assuefazione endogena.   

Concludo rinnovandole i miei complimenti ed inviandole i miei saluti più cordiali.

Alessanndra Magistrelli 

Nella sua lettera, gent.ma sig.ra Magistrelli, come in altri segnali, si legge chiaramente sofferenza, non solo disagio, nei confronti dell’universo sonoro contemporaneo. Seguendo la sua richiesta comincio con il segnalarle alcune posizioni e iniziative contro il rumore.

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L'uomo è il messaggio

di Antonio Russo De Vivo 

Alessandro Baricco
I barbari. Saggio sulla comunicazione
pp. 213, € 7,50, Feltrinelli, Milano 2008

Nel numero di dicembre 1979 della rivista culturale «Alfabeta» uscì un articolo dal titolo Del metodo per fare male le pagine culturali la cui autrice, Maria Corti, discutendo sul come andasse fatta e non fatta la pagina di cultura, ad un certo punto diceva:

"Esiste una curiosa propensione, presso vari organi di stampa, ad attribuire agli abitanti della penisola italiana, quando si presentano come massa di lettori, 'pubblico' del giornale, caratteristiche antitetiche a quelle che si è soliti attribuire al lettore singolo: il pubblico, per definizione interna a certi giornali, ha il meraviglioso attributo di non disporre di mezzi per pensare: e perciò di trovare interessanti solo quelle cose che mai interesserebbero un lettore singolo e intelligente".

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L'aretè degli antichi

di Loredana Gargiulo

Domenico Palumbo e Biagio Verdicchio
Il mulino di Sophia. Virtù e valori per l'uomo di domani

pp. 256, € 10, Archimede Libri, Meta di Sorrento (NA) 2009 

È vero che i giovani non hanno più valori?
Da questa provocazione nasce sì la consapevolezza che il mondo è cambiato, ma anche la constatazione che per guardare alla società di oggi non bisogna usare parametri e lenti del passato. I giovani sanno che si è in guerra, contro se stessi e contro gli altri. “La società contemporanea ne è la dimostrazione: piena di ogni orgoglio, si sta svuotando di tutto, rinunciando persino a sé stessa.
E a ciò si è  aggiunto il fatto che ormai si crede che tutto si può vedere in diversi modi, perché tutto dipende dal punto di vista adottato, che non esiste una verità né condivisa né condivisibile, che tutto resta nel vago e che anzi deve restare così, vergine da ogni dire, vissuto in ogni modo”.

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Il terrorismo degli stupidi

di Antonio Russo De Vivo 

Carlo Maria Cipolla
ALLEGRO MA NON TROPPO
pp. 110, € 15, Il Mulino, Bologna 2007

Carlo Maria Cipolla è stato uno dei massimi esperti di storia economica, e la sua lunga carriera di insegnante ha trovato come prestigioso punto di approdo l’Università di Berkeley in California.

Resta un mistero come, da una materia così grave e ai giorni nostri così preoccupante come la storia economica, egli abbia tratto un libello arguto e sottile quale è Allegro ma non troppo. Eppure nel 1988 il libello venne fuori, e a distanza di vent’anni resta fresco e godibile.

Nella prefazione del libro Cipolla cerca di definire il genere del libro, l’umorismo.

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Appuntamenti

Mercoledì 29 settembre ore 18
Fnac - Torino, via Roma 56

La gabbia delle radici
Interverranno partendo dal libro di Francesco Remotti, L'ossessione identitaria (Laterza), Alessandro Cavalli, Enrico Donaggio, Ugo Fabietti, Massimo Vallerani e l'autore.