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L'Indice della Scuola

Un ponte tra il mondo della scuola e l'opinione pubblica, anche attraverso i libri

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da PARIGI Marco Filoni

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Settembre 2010

Come ogni anno tra fine mese e inizio settembre arriveranno in libreria oltre settecento novità, contando i soli romanzi. E come ogni anno cerchiamo di spulciare le promesse di questa rentrée. Al primo posto, senza alcun dubbio, il nuovo Houellebecq: nessuno l’ha letto e già si grida al capolavoro. Ciò che si sa è: il titolo, La carte et le territoire; il fatto che fra i protagonisti c’è lo scrittore stesso e un artista che espone carte Michelin (da cui il titolo); la mole (non proprio esile) di 460 pagine; l’editore Flammarion che stampa solo 80.000 copie di lancio (dopo il bidone preso con il romanzo precedente) e la sicurezza che vincerà il – prestigioso? – premio Goncourt. Staremo a vedere. Fra gli altri libri di sicuro successo c’è l’immancabile Amélie Nothomb, sempre puntuale all’appuntamento, che in Une forme de vie darà vita a uno scambio epistolare fra se stessa e un soldato da sei anni sul fronte irakeno. Anche Eric-Emmanuel Schmitt uscirà con il nuovo romanzo, dal titolo che è già un programma: Quand je pense que Beethoven est mort alors que tant de crétins vivent. Torna anche la (ex) scandalosa Virginie Despentes, che racconterà un’adolescente difficile e in rotta con la società inseguita dalla detective privata incaricata di riportarla a casa: il tutto in Apocalypse bébé, da Grasset. In casa Gallimard si punta molto sul secondo romanzo di Jean-Baptiste Del Amo: coronato dal Goncourt con il suo primo Une éducation libertine, l’autore torna con Le sel, scritto nel soggiorno romano di Villa Medici: speriamo che la “soave” aria italica gli abbia giovato un po’ nell’alleggerire il suo stile... (continua)

Ultimo aggiornamento (Venerdì 03 Settembre 2010 21:29)

 

da LONDRA Florian Mussgnug

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Settembre 2010

Oggi in Gran Bretagna, fra le iniziative editoriali più interessanti, troviamo la serie “I Miti” della casa editrice Canongate, che racconta i grandi miti del passato in veste contemporanea. Inaugurata da Margaret Atwood con The Penelopiad (2005), la serie include opere di David Grossman, Victor Pelevin, Dubravka Ugrešic, Ali Smith. L’ultimo contributo, a opera del popolarissimo romanziere Phillip Pullman, è anche il più controverso. The Good Man Jesus and the Scoundrel Christ (aprile 2010) divide il personaggio di Gesù Nazareno in due fratelli gemelli: Gesù e Cristo. La trovata, un po’ prevedibile, ha qualcosa di didattico e parte del romanzo segue questo schema. Gesù è un bimbo sano, Cristo un bimbo introverso e malaticcio. Gesù diventa un uomo pieno di passione e dalle idee chiare, che crede nella bontà della gente; Cristo non riesce a credere nel regno di Dio e sogna una chiesa forte in grado di durare nei secoli. Mentre la storia si snoda, vediamo Cristo interpretare le parti di Satana nel deserto e, più avanti, di Giuda che tradisce. Al tempo stesso, però, Cristo appare più consapevole della sofferenza della gente comune e fa presa sul lettore quando, come il Grande Inquisitore dei Fratelli Karamazov, avanza il sospetto che la moralità del fratello sia un fardello troppo pesante per l’umanità. Definito dalla destra religiosa come “propaganda anti-cristiana per ragazzi”, il libro di Pullman è stato letto da molti come l’ultima espressione di un filone molto inglese di ateismo, che trae ispirazione da Richard Dawkins e ha il suo portavoce più radicale in Christopher Hitchens... (continua)

Ultimo aggiornamento (Venerdì 03 Settembre 2010 21:29)

 

da BERLINO Irene Fantappiè

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Settembre 2010

Due libri usciti negli ultimi mesi hanno fatto discutere a lungo sull’opportunità di pubblicare materiali inediti che rivelano parti di biografie di grandi scrittori. Max Frisch aveva chiaramente espresso la sua volontà di tenere per sé i propri “appunti per un terzo diario”, opponendosi in ogni modo a qualsiasi progetto editoriale e addirittura distruggendo il manoscritto in suo possesso. Recentemente, una copia non autorizzata di questi materiali disorganici è saltata fuori dalla soffitta della sua ex segretaria e il germanista Peter von Matt ne ha curato l’edizione presso Suhrkamp con il titolo di Entwürfe zu einem dritten Tagebuch. Possono un critico e una casa editrice contravvenire alla manifesta volontà dell’autore? Inoltre, il libro è problematico anche sul piano dei materiali stessi: si tratta per lo più di appunti su fogli sparsi o di trascrizioni di pensieri slegati che erano stati affidati a un nastro. Frisch registra osservazioni estemporanee sul suo loft americano e sulla casa ticinese, sulla giovane amante Alice e su un amico morente, sull’alcol e sul sesso, sulla bomba a neutroni e la guerra delle Falkland. È opportuno raccogliere in un libro materiali tanto disorganici? Di certo il curatore non rifugge la questione, bensì motiva esaurientemente la propria scelta, considerando la disorganicità degli appunti di Frisch non come un problema ma come un elemento portatore di senso... (continua)

Ultimo aggiornamento (Venerdì 03 Settembre 2010 21:32)

 

Camminar guardando, 11

Camminar guardando

Settembre 2010

di Claudio Rosati

Un terzo del tempo della visita al museo viene impiegato nell’attraversamento delle sale. Lo dice un’indagine svolta in dieci grandi musei italiani. Il dato è uno di quelli in grado di rinfocolare le accuse ai consumi di massa della cultura. Pietro Citati si è scagliato di recente contro il Louvre, “il museo più brutto del mondo”, a suo dire, anche per le folle che sciamano in quello spazio. Un museo non “fatto per accogliere amanti dell’arte, ma per migliaia di motociclisti, ognuno con il suo casco, che attraversano velocissimamente le sale, senza mai mettere piede a terra”. Basta mettersi, si potrebbe rispondere, ai lati della fiumana per guardare, in tutta tranquillità, l’opera scelta.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 03 Settembre 2010 21:50)

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Lung Boonmee Raluek Chat di Apichatpong Weerasethakul

Effetto film

Settembre 2010

Lung Boonmee Raluek Chat di Apichatpong Weerasethakul, Regno Unito - Thailandia - Francia - Germania - Spagna 2010


Thailandia, un paese in estinzione

di Giuseppe Gariazzo

Quella di Apichatpong Weerasethakul è una delle figure più complesse e affascinanti del cinema contemporaneo. Del cinema, ma non solo. In quanto il quarantenne regista thailandese è artista visivo che intreccia la realizzazione dei suoi lungometraggi con un’intensa attività nel segno della sperimentazione video e di mostre e installazioni per gallerie d’arte internazionali.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 03 Settembre 2010 21:59)

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Mercoledì 29 settembre ore 18
Fnac - Torino, via Roma 56

La gabbia delle radici
Interverranno partendo dal libro di Francesco Remotti, L'ossessione identitaria (Laterza), Alessandro Cavalli, Enrico Donaggio, Ugo Fabietti, Massimo Vallerani e l'autore.