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L'Indice della Scuola

Un ponte tra il mondo della scuola e l'opinione pubblica, anche attraverso i libri

L'Indice della Scuola esce a marzo, giugno, ottobre, dicembre
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L'Indice della Scuola

Italiani a metà

Giugno 2010

 
 Roberta Ricucci

 Italiani a metà

 pp. 228, € 18, il Mulino, Bologna 2010

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 Recensioni di  Federico Faloppa e Franco Fabbri

 

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Intervista a Umberto Eco, di Franco Rositi e Vincenzo Viola

Giugno 2010

Internet, el memorioso

Si continua a parlare di Internet. Continuano anche le prime prove di legificazione su Internet. Il mondo della scuola continua a chiedersi, così come tanti anni fa quando comparve la televisione, cosa si possa farne di questa nuova macchina informativa. Vorremmo che lei ci desse una sua opinione distillata su questo tema, ora che da tanti anni se ne ha esperienza. Lei ha sempre mostrato grande attenzione alle innovazioni della tecnologia dell’informazione e non ha mai manifestato preconcette e/o aristocratiche avversioni. Proprio per questo le sue denunce di rischi derivanti da questa nuova macchina informativa sono più autorevoli. E dunque: qual è a suo parere il più grande rischio per le nuove generazioni nell’uso intensivo di Internet?

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Gentile Fausto Marcone,  

non è mia abitudine scrivere lettere ai giornali e ai giornalisti, ma in questo caso mi è venuto spontaneo farle presente il lieto stupore con cui ho letto il suo bell'articolo uscito sull'ultimo  L'Indice della Scuola. E' molto raro infatti trovare saggi o solo articoli dove venga presa in considerazione  la 'pandemia del rumore', come lei stesso dice.  

A tale proposito le volevo chiedere il titolo di qualche testo per approfondire la questione ' suono/rumore ovunque e sempre' che negli ultimi anni ha reso ancora più fastidiosi ed infelicitanti molti luoghi d'incontro collettivo quali sale d'attesa, farmacie, luoghi di cura, negozi, per non parlare di scuola o di altri luoghi deputati all'apprendimento.

Sono una insegnante liceale che, anche se in pensione da qualche anno, ricorda molto bene quanto la peste acustica  sia incompatibile con l'apprendimento e, più in generale, con quella minima calma percettiva necessaria ad avviarlo. Eppure siamo in pochi a temere l'invasione barbarica dei suoni, come se ci fosse ormai una oscura assuefazione endogena.   

Concludo rinnovandole i miei complimenti ed inviandole i miei saluti più cordiali.

Alessanndra Magistrelli 

Nella sua lettera, gent.ma sig.ra Magistrelli, come in altri segnali, si legge chiaramente sofferenza, non solo disagio, nei confronti dell’universo sonoro contemporaneo. Seguendo la sua richiesta comincio con il segnalarle alcune posizioni e iniziative contro il rumore.

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Che pieghino la dura cervice

Marzo 2010

di Francesco Ciafaloni

Il sistema Concordato-Intese, da che esiste, dà problemi ai non cattolici che si preoccupano di queste cose e a quei cattolici che rifiutano di considerare Cristo un arredo. Sono note a tutti le sentenze della Corte di Strasburgo e del Csm, che però toccano poche persone. Il mutamento in atto, che rende il problema socialmente rilevante, è l’enorme aumento in Italia di immigrati non cattolici, credenti in altre religioni o confessioni monoteistiche o provenienti da tradizioni culturali non monoteistiche, e l’aumento dei cittadini italiani non cattolici o atei. I cattolici, anche in senso lato, sono una modesta minoranza al mondo. Se il paese si apre, come è avvenuto, il numero delle persone che non si riconoscono nei simboli e nei catechismi tradizionali cresce a dismisura. È questo il motivo specifico della ripresa del conflitto sui simboli, una volta ovvii per i più, oggi imposti dalla gerarchia. Come sempre le battaglie identitarie non si fanno per la convivenza e l’armonia; si fanno contro qualcuno; in questo caso contro i molti nuovi residenti, destinati a crescere per forza, che molti dei vecchi residenti vogliono mantenere in uno stato di minorità, proprio perché sono indispensabili, perché lavorano: bisogna tenerli al loro posto, giù; se non servono, fuori; che pieghino la dura cervice. Perciò finiscono le buone maniere dei confronti tra un professore valdese, un professore ebreo, un prete universalista, un ateo razionalista, e comincia la guerra per bande.

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D'intesa con l'ordine diocesano

Marzo 2010

di Mariachiara Giorda

Negli ultimi mesi una nouvelle vague di dibattito sull’ora di religione si è riversata sul nostro paese. Benché la questione dell’educazione religiosa nelle scuole pubbliche fosse stata oggetto di dibattiti già prima del 1929, quest’anno segnò un momento molto importante nella storia dell’insegnamento della religione; il Concordato affermava che tale insegnamento era fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica; doveva essere impartito anche nelle scuole medie, secondo programmi stabiliti d’accordo tra la Santa sede e lo stato; era offerto da maestri e professori, sacerdoti o religiosi, approvati dall’autorità ecclesiastica e, sussidiariamente, a mezzo di maestri e professori laici muniti di un certificato di idoneità da rilasciarsi dall’ordinario diocesano. La revoca del certificato da parte dell’ordinario poteva privare l’insegnante della capacità di insegnare. I libri di testo dovevano essere approvati dall’autorità ecclesiastica. Un regio decreto del 1930 offriva poi la garanzia di esonero dall’insegnamento della religione cattolica per gli alunni i cui genitori ne avessero fatto richiesta per iscritto al capo d’istituto. Si prevedeva la possibilità per i culti ammessi di introdurre insegnamenti confessionali non cattolici.

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Appuntamenti

Mercoledì 29 settembre ore 18
Fnac - Torino, via Roma 56

La gabbia delle radici
Interverranno partendo dal libro di Francesco Remotti, L'ossessione identitaria (Laterza), Alessandro Cavalli, Enrico Donaggio, Ugo Fabietti, Massimo Vallerani e l'autore.