Slow Food propone

Mursia Passpartù

L'Indice della Scuola

Un ponte tra il mondo della scuola e l'opinione pubblica, anche attraverso i libri

L'Indice della Scuola esce a marzo, giugno, ottobre, dicembre
Villaggio globale

 

I nostri inviati nelle capitali

Segnali

 

I segnali di questo mese

Effetto film

 

I QUADERNI DELL'INDICE

Il film del mese

Recitar cantando

Camminar guardando

Effetto film

Lung Boonmee Raluek Chat di Apichatpong Weerasethakul

Settembre 2010

Lung Boonmee Raluek Chat di Apichatpong Weerasethakul, Regno Unito - Thailandia - Francia - Germania - Spagna 2010


Thailandia, un paese in estinzione

di Giuseppe Gariazzo

Quella di Apichatpong Weerasethakul è una delle figure più complesse e affascinanti del cinema contemporaneo. Del cinema, ma non solo. In quanto il quarantenne regista thailandese è artista visivo che intreccia la realizzazione dei suoi lungometraggi con un’intensa attività nel segno della sperimentazione video e di mostre e installazioni per gallerie d’arte internazionali.

Leggi tutto...

 

Bright Star di Jane Campion

Luglio/Agosto 2010

Bright Star di Jane Campion,
con Abbie Cornish, Ben Whishaw, Paul Schneider, Gran Bretagna-Australia-Francia 2009


Quando la vita insegna

di Massimo Quaglia

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2009 e annunciato in arrivo sugli schermi italiani da mesi (per la precisione dallo scorso settembre), approda finalmente anche da noi l’ultima fatica di Jane Campion. Il continuo slittamento in avanti della data di uscita sembra un chiaro indice della scarsa fiducia da parte della casa di distribuzione (01) nelle effettive potenzialità commerciali della pellicola. Timori inspiegabili per almeno un paio di validi motivi. Da un lato perché Bright Star rappresenta un prodotto d’essai, di nicchia, che, pur non ponendosi logicamente l’obiettivo di competere con gli incassi dei cosiddetti blockbuster, può tuttavia contare, proprio in quanto tale, su uno zoccolo duro di spettatori cinefili. Certo è che la collocazione alla conclusione della stagione non favorisce il conseguimento di un risultato soddisfacente al botteghino. Normali regole di mercato di cui però bisogna essere pienamente consapevoli, soprattutto quando ci si occupa di un’attività così complessa e delicata come la diffusione del cinema di qualità. E poi, fattore di non secondaria importanza, poiché si tratta di un ottimo lavoro, che non deluderà sicuramente i numerosi fan dell’autrice neozelandese, in astinenza da ormai sei anni (In the Cut, 2003), e, anzi, incrementerà senza ombra di dubbio la loro schiera di nuovi, entusiasti adepti.

Leggi tutto...

 

Alice in Wonderland di Tim Burton

Maggio 2010

Alice in Wonderland di Tim Burton,
con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Stati Uniti 2010


Femminista fiabesca
di Massimo Quaglia

La differenza che salta immediatamente all’occhio tra l’Alice di Lewis Carroll e quella di Tim Burton è di tipo anagrafico: la protagonista dei romanzi – Alice’s Adventures in Wonderland (1865) e Through the Looking-Glass, and What Alice Found There (1871) – dello scrittore inglese è infatti una bambina, mentre il personaggio messo in scena dal regista americano trapiantato a Londra è una giovane sulla soglia dei vent’anni. Uno slittamento in avanti che consente al cineasta di trasformare un classico della letteratura per l’infanzia in una storia di emancipazione femminile. La cui eroina, crescendo, sembra aver sviluppato molti aspetti caratteriali già presenti nell’archetipo, innanzitutto la totale insofferenza nei confronti delle regole costituite della società, in particolar modo se dettate da logiche di genere. La sua caduta nel Mondo di Sotto (Underworld era il termine adottato nella prima stesura del racconto) è conseguente al tentativo di sottrarsi a un matrimonio combinato e ai rigidi ruoli a esso correlati. Tale inedita direzione narrativa scaturisce, guarda caso, dalla mente di una donna, la sceneggiatrice Linda Woolverton.

Leggi tutto...

 

La bocca del lupo di Pietro Marcello

Aprile 2010

La bocca del lupo di Pietro Marcello,
con Vincenzo Motta,Mary Monaco, Italia 2009


Documentario non documentario
di Francesco Pettinari 

Dopo il trionfo del cinema italiano al Festival di Cannes edizione 2008, con Gomorra di Matteo Garrone e Il divo di Paolo Sorrentino, la prospettiva di una nuova stagione d’oro del cinema d’autore italiano non si è verificata, se si escludono piccole rivelazioni quali Pranzo di ferragosto di Gianni di Gregorio e Mare nero di Federico Bondi, o, sul fronte degli autori già affermati, un film come Vincere di Marco Bellocchio o la riconferma del talento di Giorgio Diritti con L’uomo che verrà. Ci è voluta la ventisettesima edizione del Torino Film Festival, dove il neodirettore Gianni Amelio ha invitato nel concorso dei lungometraggi ben due registi italiani, e dove, per la prima volta nella storia della kermesse torinese, un film italiano ha vinto il Gran premio, assegnatogli dalla giuria presieduta da Sandro Petraglia, e il Fipresci della critica: è La bocca del lupo di Pietro Marcello. Ora il film esce nelle sale, seppure in un numero di copie assai limitato, distribuito da Bim, mentre, dopo aver vinto già altri riconoscimenti, è passato alla Berlinale 2010, nella sezione Forum, e ha guadagnato altri due riconoscimenti: il Caligari Filmpreis e il Teddy Award per le tematiche omosessuali. Nonostante la giovane età, il nome di Pietro Marcello, trentaquattrenne di Caserta, non è nuovo per il pubblico dei cinefili: si era rivelato alla Mostra del cinema di Venezia del 2007 che aveva ospitato negli Orizzonti il suo documentario Il passaggio della linea, un’opera che invita lo spettatore a prendere parte a un viaggio notturno sui treni provinciali su è giù per l’Italia, anche quello pluripremiato.

Leggi tutto...

 

Avatar di James Cameron

Marzo 2010

Avatar di James Cameron,
con
Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stati Uniti 2009


Impianto da fiaba per ecologismo di frontiera

di Gianni Rondolino

Che dire ancora di questo film straordinario (nel senso di fuori dell’ordinario) dopo tutto quello che è stato detto e scritto, e dopo il successo di pubblico (e spesso anche di critica) che l’ha consacrato come il più visto dell’intera storia del cinema? Forse si potrebbe cominciare, da un lato, citando la biologa Carol Kaesuk Yoon e il suo apprezzamento, dall’altro Italo Calvino e le sue considerazioni sulla fiaba. La prima, sulle colonne del “New York Times” del 19 gennaio, ha sostenuto che James Cameron è riuscito a far vedere al pubblico gli organismi viventi nel pianeta Pandora proprio come li avrebbero visti i biologi. Non solo, ma costoro, abituati a catalogare e nominare gli esseri viventi sulla terra, oltre a subire l’intero mondo, possono ora, grazie a lui, trovarvi anche del diletto. Infine, come lei stessa aveva avuto occasione di scrivere in Naming Nature (W. W. Norton, New York 2009), il film invita i lettori, in questo caso gli spettatori, “a uscire fuori nel mondo, osservare la vita e trovare l’ordine nel mondo vivente che li circonda”.

Leggi tutto...

 
Altri Articoli...
Abbonati

Per abbonarsi all'Indice (anche online) e ricevere il CD con le recensioni dal 1984 al 2004

SCOPRI COME FARE

In edicola
Recensioni e schede

Dall'arte alla storia le
recensioni e le schede
dei nostri recensori.

Il "tuo" Indice

L'angolo dei lettori:

Appuntamenti

Mercoledì 29 settembre ore 18
Fnac - Torino, via Roma 56

La gabbia delle radici
Interverranno partendo dal libro di Francesco Remotti, L'ossessione identitaria (Laterza), Alessandro Cavalli, Enrico Donaggio, Ugo Fabietti, Massimo Vallerani e l'autore.